CLASSE PRIMA SEZ. I

SCUOLA MEDIA STATALE "N. FESTA" - SUCCURSALE PIAZZA S. AGNESE - 75100 MATERA - TEL. 0835 310041

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L'OSTRACISMO

OstrakonNell’Assemblea democratica prevaleva chi aveva maggior fascino, maggiore abilità, maggiore capacità di convincere gli altri e attivarli dalla sua parte. Per evitare che personaggi del genere aspirassero a diventare tiranni, Clistene escogitò uno strumento difensivo chiamato "ostracismo", per il quale chiunque fosse stato ritenuto dannoso per la libertà della polis poteva essere sottoposto a un voto dell'Assemblea stessa e condannato all’esilio per dieci anni.

L'ostracismo non costituiva in sé una punizione infamante.
Per decoro si diceva che serviva a umiliare e soffocare un prestigio e un potere che fossero troppo gravosi; in realtà esso era solo un sollievo salutare all’invidia del popolo verso i grandi. Esso sfogava il perverso desiderio di nuocere non in un male irreparabile, ma trasferendo a vivere altrove per dieci anni chi ne era colpito. Quando però cominciarono ad esservi sottoposti degli individui meschini e ribaldi, il suo uso scomparve.

L'ostracismo fu probabilmente introdotto ad Atene poco prima del 487 a.C., anno in cui se ne registra la prima applicazione storicamente certa, ai danni di Ipparco figlio di Carmo, parente del tiranno Pisistrato.
La procedura dell'ostracismo si articolava in due fasi: Ostrakon

  • in una apposita assemblea che si teneva a metà inverno, il popolo decideva a maggioranza se si dovesse votare per un ostracismo, e in caso affermativo si fissava una riunione per qualche settimana dopo;

  • in questa seconda riunione, se i votanti erano più di seimila (erano gli arconti che contavano il totale dei cocci consegnati), la votazione era ritenuta valida; il candidato il cui nome risultava scritto sulla maggioranza dei cocci (ostraka) usati come schede elettorali e depositati in un punto della piazza del mercato cinto tutt’intorno da steccati veniva condannato all'esilio per dieci anni, pur continuando a godere dei suoi redditi.

Il carattere politico del giudizio di ostracismo emerge chiaramente dal fatto che la condanna non richiedesse e non comportasse una accusa penale: Plutarco, per esempio, racconta che Aristide fu ostracizzato perché la sua buona fama e reputazione - era soprannominato "il giusto" - lo rendevano, indipendentemente dalle sue intenzioni, un tiranno potenziale.
Secondo le fonti antiche l'ostracismo fu introdotto per difendere la democrazia dal rischio della tirannide. I "partiti" ateniesi erano aggregazioni che si formavano attorno a personalità notevoli: in questo senso, l'ostracismo può anche essere inteso come un
referendum ad hominem per risolvere e depotenziare le rivalità politiche interne tramite la sospensione temporanea di una delle due parti in causa. Da molte iscrizioni sugli ostraka si evince che l'ostracismo poteva anche venir motivato religiosamente - cosa non sorprendente in un mondo in cui questioni religiose e questioni politiche erano inestricabilmente intrecciate.

Testo multimediale eseguito dalla prima sez. I nell'attività laboratoriale di alfabetizzazione informatica - A.S. 2002-03 - Prof. Antonio Labriola

Created by Antonio Labriola - 10 Luglio 1999 - Via Francesco Conte, 9  -  75100 Matera - Tel. 0835 310375