GIACOMO AMATI

21 LUGLIO 2019

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MIGLIONICO. DAL 1800 LE FASI DELLA COMUNITA' LOCALE ATTRAVERSO LE VICENDE AMMINISTRATIVE
La storia di Miglionico scandita dai sindaci alternatisi in Municipio
PER CAPIRE IL PRESENTE. I sindaci testimonianza dei fatti di un passato che è bene conoscere
https://www.miglionicoweb.it/sindaci.htm (vedi ricerca storica)

 

MIGLIONICO. Tra passato e presente. Dai primi anni del 1800 ai giorni nostri: la vita amministrativa e politica di Miglionico attraverso i sindaci che hanno contribuito a farne la storia. Una narrazione fatta di vicende politiche appassionanti che, sebbene in parte, rappresentano l’identità sociale e le “radici” della comunità miglionichese. I sindaci con i loro atti amministrativi, in fondo, sono un po' la testimonianza dei fatti del passato che è sempre bene conoscere per capire meglio il presente.
Tutto comincia nel 1809: è l’anno in cui, negli annali della storia del paese, viene registrato il primo sindaco della comunità: il suo nome è Francesco Pellegrini che durò in carica un solo anno. Poi, esplorando i documenti d’archivio dell’Ufficio anagrafe del Comune e facendo riferimento a un prezioso lavoro di ricerca storica svolto dal prof. Antonio Labriola (
vedi ricerca), si scopre che il secondo sindaco del paese fu Michele De Ruggieri, che ne ricoprì la carica per quattro mandati, sebbene non consecutivamente: ovvero, negli anni 1810, 1817, 1819 e 1821, per complessivi sette anni di attività amministrativa. Anche Francesco Grande fu eletto sindaco per due volte, in anni diversi: la prima, nel 1822 e la seconda, nel 1831, per un totale di sei anni. Così come fece il sindaco Giuseppe Petito, primo cittadino nel 1828 e nel 1834, per complessivi sei anni. E il sindaco Carlo D’Alema che ne ricoprì la carica nel 1837 e nel 1846: la prima volta, per sei anni e la seconda, per cinque anni, per un totale di undici anni. Pasquale Corleto, eletto nel 1899, espletò il suo mandato amministrativo per cinque anni, fino all’anno 1904: fu il primo sindaco del 1900. Il sindaco più longevo, Pietro De Ruggieri, che ricoprì la carica per 21 anni consecutivamente (dal 1867 al 1886).
Invece, nel periodo della prima guerra mondiale (1915-1918), ad amministrare il paese fu il sindaco Emilio Motta, che restò in carica per sette anni, dal 1914 al 1920. Poi, nel 1922, con l’inizio della presa del potere del fascismo e di Benito Mussolini, ebbe inizio il periodo in cui l’amministrazione del Comune fu curata dal podestà, una figura monocratica che era titolare della più alta carica civile nel governo del paese. Nell’epoca fascista, le elezioni democratiche furono soppresse e tutte le funzioni svolte in precedenza dal sindaco, dalla giunta comunale e dal consiglio comunale furono trasferite al podestà che veniva nominato direttamente dal governo tramite un atto denominato “Regio decreto”. Il podestà restava in carica per cinque anni con possibilità di rimozione da parte del prefetto oppure di riconferma oltre i cinque anni iniziali. In tale epoca, l’amministrazione del paese fu affidata a sei podestà: il primo fu Domenico D’Alema, dal 1922 al 1934; il secondo fu Fedele De Novellis, dal 1935 al 1939; il terzo fu Achille Stancarone (commissario prefettizio) nel 1940; a seguire, Ambrogio Guida (dal 1941 al 1942), Serafino Torraca (1943) e Antonio D’Alema (1944).
I primi sindaci eletti nel periodo post bellico, a partire dal 1946, furono Emanuele Canterino e Domenico Aspriello, cui seguirono due commissari prefettizi: Nicola Corleto e Mario Spada (entrambi espletarono l’incarico prefettizio nell’anno 1950). L’unica donna sindaco della storia del paese è stata Maria Signorella, in carica per cinque anni, dal 1995 al 1990. Il neo sindaco, Franco Comanda, è il 42esimo sindaco della storia miglionichese.

 

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