GIACOMO AMATI

27 SETTEMBRE 2018

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Ottima e abbondante la produzione di uva

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MIGLIONICO. Ottima e abbondante. Sorridono i vignaioli miglionichesi: quest’anno la produzione dell’uva, sia da vino che quella da tavola è di alta qualità. “L’andamento climatico favorevole di questi ultimi mesi ha favorito un positivo ciclo di produzione dell’uva, sia dei grappoli bianchi che di quelli neri – spiega l’esperto contadino Giovanni Matera – e per questa fondamentale ragione, i pampini non sono stati attaccati né dai parassiti e né da alcun tipo di malattia. Gli acini ne sono integri e ben maturi e al loro interno è scesa la giusta percentuale degli zuccheri”. In virtù di questo fondamentale motivo, in parecchie contrade dell’agro, soprattutto in quelle più soleggiate e pianeggianti, da alcuni giorni, è già cominciata la vendemmia. Un lavoro che, per quanto faticoso, è caratterizzato da un clima di allegria. Il momento della vendemmia ha conservato il suo fascino nei piccoli appezzamenti di terra miglionichesi, ove, i contadini coltivano piccole vigne, costituite al massimo da due o tre mila viti. Si tratta di vitigni importati soprattutto dai “vivai” pugliesi: sono quelli della “Malvasia”, del “Bambino nero”, del gustoso “Sacrone nero”, del “Trebbiano”, del “Moscato” e del “Primitivo”; altri vitigni, come il celebre “Aglianico”, ad esempio, sono stati trapiantati dai vivai che ci sono nella provincia di Potenza. “Da noi – osserva Matera – la raccolta dell’uva avviene ancora in modo tradizionale, cioè manualmente, perché i nostri vigneti sono strutturati per lo più a ceppo o a spalliera; pochi sono quelli a pergola e a tendoni”. Il vino che si ottiene dalla spremitura dell’uva (circa settanta litri per ogni quintale) è definito “d’annata”, cioè privo di denominazione, in quanto scaturisce dalla spremitura non di un solo tipo di uva, ma dalla pigiatura di una varietà mista del prodotto. Il vino denominato “Novello” è quello più diffuso e copioso: va consumato entro i primi mesi dell’anno, perché non viene trattato con l’aggiunta di sostanze chimiche stabilizzanti e rischia di diventare aceto.

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