GIACOMO AMATI

22 Marzo 2018

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La prospettiva internazionale e la necessità di offrire agli studenti un'offerta formativa più ampia
Scuola e inclusione, tanto da fare
Il decreto legislativo n. 66 presenta più luci che ombre. La necessità di andare oltre i vecchi modelli

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MIGLIONICO. Più luci che ombre sul Decreto legislativo n. 66/2017 riguardante il tema dell’inclusione scolastica e sociale. Dell’argomento s’è discusso nel corso di un seminario di studio, “L’inclusione: “Fabbrica” di futuro. Riflessioni sul D. L.” che, nei giorni scorsi, s’è svolto nell’auditorium del Castello del Malconsiglio, a cura dell’istituto scolastico comprensivo “Don Donato Gallucci”, diretto dalla dirigente Elena Labbate che ha avviato i lavori, unitamente al sindaco Angelo Buono (Pd), col prof. Rocco Gentile nel ruolo di moderatore. Le “luci del testo legislativo – ha spiegato il sottosegretario di Stato del ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca Vito De Filippo – vanno ricercate nel merito della riforma che rappresenta una riorganizzazione e razionalizzazione di tutti i provvedimenti vigenti in materia. Si tratta di una riforma all’avanguardia in Europa, il cui obiettivo saliente – ha continuato l’esponente del Governo italiano – è quello di garantire allo studente disabile tutti i servizi di cui ha diritto. Tiene conto della prospettiva internazionale del tema dell’inclusione scolastica e sociale e ha il fine di garantire agli studenti un’offerta formativa più ricca. La legge – ha concluso il sottosegretario De Filippo – vuole rimuovere ogni ostacolo che impedisca la piena parità e il successo formativo agli alunni, indipendentemente da ogni forma di povertà culturale e di disagio sociale. Mira ad eliminare ogni forma di discriminazione e di barriera”. I venti articoli del testo legislativo, raccolti in sei capi, sono stati illustrati dal prof. Francesco Belsito dell’Università degli studi di Basilicata che ha sottolineato come l’obiettivo significativo del Decreto legge sull’inclusione scolastica sia quello di favorire al massimo il percorso di istruzione e di formazione di ciascun alunno, indipendentemente dalla presenza di disabilità o di svantaggio culturale. Poi, sull’argomento del seminario, cui hanno partecipato numerosi docenti provenienti da varie scuole del Materano, si sono confrontati i dirigenti scolastici Luigi Iuvone, Antonella Salerno, Michela Antonia Napolitano e Rosaria Cancelliere che ha rappresentato l’ufficio scolastico provinciale di Matera. Nel corso del dibattito è stato osservato come la scuola inclusiva sia un “processo di fortificazione della capacità del sistema di istruzione italiano di raggiungere tutti gli studenti”. L’odierna società multietnica impone alla scuola dei cambiamenti volti al superamento di modelli didattici e organizzativi uniformi. Ne deriva che è necessario realizzare percorsi per la personalizzazione e l’individualizzazione del processo di insegnamento-apprendimento. “Dovranno rispondere ai differenti bisogni educativi degli alunni – ha concluso l’assessore regionale all’Innovazione tecnologica, Roberto Cifarelli – nel rispetto di ciascuno al diritto all’autodeterminazione, nella prospettiva della migliore qualità della vita”. L’Italia può vantare un’esperienza di trent’anni di integrazione scolastica degli alunni con disabilità. E l’inclusione è un processo che si “riferisce alla globalità delle sfere educativa, sociale e politica. Guarda a tutti gli alunni”.

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