GIACOMO AMATI

22 Febbraio 2018

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Violenze a scuola

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MIGLIONICO. Vittime di aggressioni verbali e malmenati. In questi giorni sono frequenti i casi di violenza che subiscono gli insegnanti tra i banchi di scuola. Certe volte, è sufficiente un rimprovero rivolto a un ragazzo per indurre alunni e genitori ad aggredire professori e maestre. Una volta l’insegnante aveva sempre ragione, mentre l’alunno aveva sempre torto. La scuola e la famiglia collaboravano ed erano alleati nell’aiutare i bambini nel loro percorso formativo, fondato sui due aspetti essenziali dell’istruzione e dell’educazione. Oggi, invece, i ruoli si sono capovolti e non c’è più alleanza tra insegnanti e genitori. Quest’ultimi, di frequente, protestano anche di fronte a un giudizio che non piace, difendono i loro figli e spesso, passano alle maniere forti. E la scuola perde carisma ed autorevolezza. Ne discende la necessità di ridare centralità al rispetto delle regole, ai saperi e ai valori fondanti della scuola come “comunità educante”: l’accettazione dell’altro, del dialogo e del rispetto reciproco. Cosa si può fare per invertire la rotta? Serve un nuovo “principio d’autorità”, che faccia lievitare il senso di responsabilità di tutti i cittadini. Oggi, una maestra ha torto a prescindere: se rimprovera un alunno, se gli mette un voto insufficiente a conclusione di una verifica in classe (così lo demotiva?). Purtroppo, i genitori sembrano essere diventati i “sindacalisti” dei propri figli, che vanno sempre giustificati e compresi anche quando non vogliono studiare nel modo più assoluto. Siamo di fronte al permissivismo dilagante. Il concetto di studio non viene più associato a quello di fatica. Si dice no a tutto ciò che richiede un minimo di impegno e di autodisciplina. La scuola educa, ma la famiglia, spesso, diseduca, volta ad inseguire modelli di vita banali, effimeri e superficiali. E’ difficile per la scuola supplire alle carenze della famiglia d’oggi. In queste condizioni, la scuola come potrà lavorare in modo proficuo per contribuire a formare cittadini responsabili, capaci di ricercare il bene comune, all’insegna del concetto di società fondata sul principio della “cittadinanza attiva”?

Created by Antonio Labriola-Mail - 10 Luglio 1999 - Via Francesco Conte, 9  -  75100 Matera - Tel. 0835 310375