GIACOMO AMATI

5 Settembre 2017

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Organizzato anche un corso gratuito di alfabetizzazione
Gli immigrati e gli emigrati facce della stessa medaglia

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MIGLIONICO. Immigrazione ed emigrazione. Sono i due fenomeni più rilevanti sotto il profilo sociale che in questo periodo contraddistinguono la comunità. Due facce della stessa medaglia. Due tratti distintivi del tessuto sociale cittadino. Due aspetti che per quanto possano sembrare uno l’opposto dell’altro, in realtà, nella sostanza sono la stessa cosa. Si intrecciano e cambiano il volto del paese. Attualmente, a Miglionico risiedono 33 immigrati. Inizialmente erano 20. Dallo scorso mese di luglio se ne sono aggiunti altri 13. Abitano in alcune case del rione Torchiano. Fanno parte della procedura negoziata attivata dalla Prefettura di Matera nell’ambito del progetto nazionale riguardante “l’affidamento del servizio di accoglienza a favore dei cittadini stranieri” temporaneamente presenti sul territorio del Materano. Si tratta di giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni. Provengono per lo più dall’Africa: dalla Nigeria, dal Mali, dalla Costa d’Avorio e dal Senegal. La comunità fa il possibile per agevolare il loro processo d’integrazione all’interno del paese. Da alcuni mesi, ad esempio, la locale sezione della Pro Loco ha istituito per loro un corso gratuito di alfabetizzazione linguistica per agevolarne al massimo la conoscenza della lingua italiana e del dialetto miglionichese. Si tratta di profughi: guardano al futuro. Cercano un futuro migliore. Una vita qualitativamente più alta ed appagante. Libera dalla schiavitù del bisogno e della povertà. “Sono nostri fratelli”, per dirla con Papa Francesco. Cercano una prospettiva di vita diversa da quella attuale. In fondo, è la stessa aspettativa che anima i ragazzi miglionichesi che in questi stessi giorni stanno facendo la valigia e vanno via dal loro paese natio: si trasferiscono nelle città italiane del Centro-Nord o all’estero per motivi di studio o di lavoro. Perseguono l’obiettivo di affermarsi, cercano una formazione di maggiore qualità, sono alla ricerca di un mercato del lavoro più ricco e più confacente alle loro aspettative di vita. Intanto, però, il paese si impoverisce di risorse intellettuali. E ci si interroga sul che fare per mantenere produttivamente in paese sia i ragazzi stranieri immigrati sia i giovani disoccupati miglionichesi. Giacomo Amati

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