GIACOMO AMATI

27 Agosto 2017

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Cala il sipario sulla "Festa internazionale del pane"

MIGLIONICO. Tra musica, folk, laboratori, dibattiti e gustose prelibatezze gastronomiche cala il sipario sulla terza edizione della “Festa internazionale del pane”, a cura della locale associazione culturale “Lievito Madre”, diretta da Antonella Rondinone. Oggi, domenica 27 agosto, in piazza Castello, è in calendario il terzo e ultimo appuntamento con la “Sagra del pane miglionichese”, nell’ambito della rassegna “SeRestate a Miglionico 2017”, promossa dal Comune. Un’occasione imperdibile sia per chi ama la gastronomia fatta con cibi biologici e semplici sia per coloro che, in modo particolare, prediligono il pane di qualità, l’elemento principe dell’alimentazione dei miglionichesi. Il pane gustato con qualsiasi companatico: fette di pane appena sfornato da assaporare con il miele, la marmellata o la cioccolata. Oppure bruschette condite con pomodoro fresco, olio di oliva. E, in alternativa, pane duro appena bagnato con un filo d’acqua e condito con olio, origano, pomodoro e peperoncino. Delizie che da sempre rendono gustosa la cena. Il programma in calendario oggi si fonda sui seguenti appuntamenti: alle 10, colazione con cornetti e focaccine; alle 10,30, “Le mani in pasta”, laboratorio dimostrativo a beneficio dei bambini, a cura dei due maestri panificatori miglionichesi, Antonio Centonze e Carlo Antonio Guidotti; nel pomeriggio, alle 17, si riprende con un altro momento gastronomico, “Quando la merenda era una festa”; a seguire, alle 17,30, dibattito sul tema “Pane è Pace”. Poi, alle 19, “A corte di sua maestà la Pettola”, altra insuperabile leccornia miglionichese. Conclusione all’insegna della musica: quella folk con l’esibizione del locale gruppo “Briganti di Milonia” e il concerto di Maurizio Schweizer “Il Re degli ignoranti”, il “sosia” di Adriano Celentano per i movimenti, la gestualità, il modo di ballare del famoso “Molleggiato”, di cui saranno proposte le più celebri canzoni: da “24000 baci” a “Si è spento il sole”, da “Il ragazzo della via Gluck” a “Chi non lavora non fa l’amore”, e via di seguito. Giacomo Amati

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