Giacomo Amati

GIACOMO AMATI

30 Giugno 2017

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Vitalizi in Basilicata. La casta colpisce ancora
 

MIGLIONICO. “Vitalizi in Basilicata. La casta ha colpito ancora”. Si scrive emendamento, si legge “blitz”. O, per dirla in maniera più diretta, “porcata”. Un provvedimento urticante per i cittadini. Impopolare, ad uso e consumo della casta. Ha visto la luce nell’oscurità, nella notte, lontano dagli occhi dei giornalisti. “Con una norma inserita nella legge di assestamento del bilancio, i consiglieri regionali lucani – scrive Massimo Brancati su La Gazzetta Del Mezzogiorno del 29 giugno 2017 – reintegrano il vitalizio ai loro predecessori in carica nel 2013 che non hanno maturato i requisiti previsti dalla legge a causa dello scioglimento anticipato della legislatura (le dimissioni dell’allora governatore Vito De Filippo). A maggioranza, con il voto contrario dell’assessore alle “Infrastrutture” Nicola Benedetto, uno che di quella norma avrebbe beneficiato, dei consiglieri del M5S, dell’astensione di Forza Italia e dell’indipendente Romaniello, si concede loro l’opportunità di versare i contributi per il periodo scoperto ed ottenere così la pensione”. Una somma per accaparrarsi una rendita che dura tutta la vita. A loro basta anche meno di un anno di poltrona per incassare un lauto assegno, mentre agli anonimi lavoratori, reduci da trent’anni e più di spacca-schiena in fabbrica, si sposta continuamente in avanti l’età della pensione. Nella fattispecie, il diritto riesumato arriva “ex post”, per di più, con il parere contrario dell’ufficio legale e del team di esperti sulle leggi. Roba da mandare in tilt certezze giurisprudenziali. “Soldi e poltrone sono un binomio inscindibile per la casta”. Nella stessa seduta, il Consiglio regionale, con il solo voto contrario del M5S, ha approvato un altro emendamento: quello che consente ai consiglieri di restare in carica anche in caso di decadenza del presidente della Regione. In tal caso, le funzioni del governatore verrebbero esercitate dal vice presidente della Giunta. “Tante volte si è parlato di una Basilicata laboratorio politico. Lo è stata anche nottetempo, quando d’incanto è riuscita a mettere d’accordo sinistra, destra e centro su argomenti che non conoscono steccati ideologici, muovendosi su logiche consociative. Inciucio, ammucchiata o che dir si voglia: la casta ha colpito ancora”. Giacomo Amati

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