Giacomo Amati

GIACOMO AMATI

1.05.2017

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MIGLIONICO
Il 3 Maggio, da 391 anni, si festeggia il SS. Crocifisso

MIGLIONICO. S’è accesa la luce della preghiera a Miglionico. E si accenderanno anche le luci delle candele in mano ai fedeli. Mercoledì 3 maggio, come avviene da 391 anni, si rinnova la celebrazione religiosa della festa del Santissimo. Crocifisso: vi parteciperanno numerosi fedeli e pellegrini provenienti anche dai centri viciniori, in rappresentanza delle confraternite diocesane di Matera, Montalbano Jonico e Montescaglioso. “La data del tre maggio – spiega Nino Comanda, 71 anni, priore della locale confraternita del Crocifisso – nell’antica liturgia, era il giorno dell’invenzione della Croce. E il Concilio Tridentino ne ha sancito la data come ritrovamento della Santa Croce di Cristo”. La statua lignea a misura di uomo fu portata in paese, nella chiesa del Convento, nell’anno 1626, da padre Eufemio da Miglionico che, due anni prima (nel 1624) l’aveva commissionata allo scultore frate Umile da Petralia Soprana (Palermo), dopo aver appreso la notizia di un terremoto che si era verificato in Basilicata, ma che non aveva arrecato danni al monastero miglionichese. “E’ una festa di penitenza e di preghiera – spiega Comanda – e il SS. Crocifisso è uno dei simboli più celebrati del Cristianesimo. Ci aiuta a capire il senso cristiano della Santa Croce, che esprime un messaggio di perdono, di solidarietà e di pace. Guardando la Croce, possiamo riconoscere che, dinanzi a Gesù, ogni persona può piegarsi non per la paura del giudizio, ma per la meraviglia dell’amore”. La statua rappresenta Gesù Cristo messo in croce, con il capo, cinto da una corona di spine, reclinato sulla spalla e con le mani inchiodate ai bracci della Croce, i piedi inchiodati e il costato trafitto. Sopra il capo c’è la scritta “INRI”: è il simbolo della Croce che, oggi, rappresenta le tante sofferenze del mondo: sono quelle causate dalla fame, dalla guerra, dalle ingiustizie, dalla violazione dei diritti umani. “Gesù sulla Croce ha preso su di sé tutte le croci del mondo. E la Croce è diventata una luce di speranza e di salvezza”, per dirla con Papa Giovanni Paolo II. “La festa del Crocifisso – conclude il priore Comanda – richiama il concetto della pietà, della misericordia e dell’amore di chi prende a cuore il prossimo e si prende cura dei bisognosi”. Il programma religioso della festa prevede, alle 10,30, nella chiesa del Convento, la celebrazione della santa messa solenne che sarà presieduta da mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, arcivescovo della diocesi di Matera-Irsina, con l’assistenza di don Mark Anthony Stanislaus. Alle 12 seguirà la processione, cui parteciperanno le locali congreghe del SS. Crocifisso e del Sacro Cuore di Gesù, con l’immagine del SS. Crocifisso per le vie del centro cittadino, con servizio bandistico a cura del locale complesso bandistico, diretto dal maestro Giovanni Di Napoli. In serata, alle 19, nella Chiesa Madre, altra messa solenne che sarà celebrata da padre Giuseppe Castronuovo. Seguirà, in piazza Popolo, il servizio d’orchestra; alle 22, in piazza Castello, si svolgerà lo spettacolo dei fuochi pirotecnici, a cura della ditta “Danilo Madio” di Bernalda. Giacomo Amati

Created by Antonio Labriola - 10 Luglio 1999 - Via Francesco Conte, 9  -  75100 Matera - Tel. 0835 310375