Giacomo Amati

GIACOMO AMATI

15.09.2016

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MIGLIONICO - Curiosità dall'Italia e dal mondo. Isabella Dalla Ragione
La donna che salva la frutta e le piante dall'estinzione

MIGLIONICO. Ecco la storia curiosa, decisamente particolare di una donna che salva la frutta e le piante dall’estinzione. E’ stata raccontata ieri, 14 settembre 2016 sul Corriere della Sera. “Armata di forbici e coltello, batte palmo a palmo gli Appennini con la segreta convinzione di ritrovare frutti estinti come il fico rondinino e la pera carovella. Nell’oasi di San Lorenzo di Lerchi, nell’Alta Valle del Tevere, in Umbria, dove vive, l’archeologa delle piante, Isabella Dalla Ragione, ha già salvato decine di specie”. Possiede 4 ettari di bosco e di frutteto, con 440 piante e 150 varietà di frutti che sembravano estinti e invece sono stati salvati da lei e da suo padre Livio, scomparso nel 2007. Ha chiamato questo piccolo paradiso verde “Archeologa arborea”. Nel suo giardino “se la godono come matti – scrive Fabrizio Caccia – uccelli, scoiattoli, lepri e caprioli che ogni giorno vengono qui a fare colazione o merenda con una molteplicità di frutti che non si trovano nei negozi e nei supermercati”. Lei, Isabella Dalla Ragione ogni giorno s’avventura nei poderi abbandonati e si spinge “fin dentro agli orti chiusi dei conventi. E poi spulcia negli archivi dimenticati, consulta i vecchi manuali latini di agricoltura; legge Varrone e Plinio. Ha riconosciuto la mela “a muso di bue” addirittura nei quadri cinquecenteschi di Durer e Pinturicchio. Ma Isabella parla pure con i contadini. E impara. Ad esempio fu un certo Angelo, un anziano coltivatore di Città di Castello, a segnalarle la presenza nel suo podere della “mela a culo d’asino” mai vista prima. Quando scopre nuove piante, Isabella taglia i rametti con le gemme e poi fa gli innesti su altri alberi. Nel 2014 è stata creata una fondazione che porta proprio il suo nome e ha come scopo quello di preservare quest’incredibile museo naturale a cielo aperto. La sua iniziativa sta ottenendo un successo straordinario, a livello internazionale: il suo parco di 40 mila metri quadrati è diventato un’ambita meta di parecchi studiosi e anche di semplici curiosi che ne vogliono ammirare le bellezze arboree. “A questa favola contadina il regista YungChang ha dedicato un film, che è stato presentato nel 2012 al Festival di Berlino. Titolo perfetto: FruitHunters (I cacciatori di frutti).Il frutteto è luogo privilegiato anche delle api che “condividono con la terra e il sole il compito supremo dell’impollinazione”. Giacomo Amati. Giacomo Amati

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