MIGLIONICO.
C’è preoccupazione tra i docenti in servizio nelle scuole
statali di ogni ordine e grado del Materano. Una circolare del
“Miur” (Ministero della Pubblica istruzione dell’Università e
Ricerca), emanata lo scorso 3 febbraio, impone agli insegnanti
accompagnatori, durante i viaggi di istruzione (gite
scolastiche), una serie di controlli da effettuare sia sui mezzi
di trasporto e sia sugli autisti degli stessi. In particolare,
“ai professori – si legge nella nota ministeriale – si chiede di
controllare lo stato degli autobus utilizzati durante i viaggi e
le condizioni del conducente, compilando poi un modello
prestampato”. In altri termini, nel corso del viaggio, gli
insegnanti accompagnatori degli alunni sono chiamati a prestare
attenzione ad alcuni adempimenti: prima di tutto, al fatto che
l’autista di un autobus “non può assumere sostanze stupefacenti
(droghe) né tanto meno bevande alcoliche, neanche in modica
quantità”. Inoltre, durante la guida del pullman, il conducente
“non può far uso di apparecchi telefonici o usare cuffie sonore,
salvo apparecchi a viva voce o dotati di auricolare” Già queste
disposizioni hanno causato un certo allarme tra gli insegnati
che, per di più, dovrebbero stare attenti anche alla condizione
d’idoneità del veicolo. Per la precisione, allo stato di “usura
dei pneumatici, all’efficienza dei dispositivi visivi di
illuminazione, fino all’utilizzo delle cinture di sicurezza”. Da
qui le prime vibranti proteste da parte dei docenti che,
successivamente, hanno indotto il “Miur” a chiarire che “non è
compito del personale docente o del dirigente scolastico
l’accertamento di tale idoneità”. Ma il “vademecum” elaborato
dalla Polizia stradale invita gli insegnanti a “segnalare alla
Polizia eventuali comportamenti considerati a rischio dei quali
dovessero avere una testimonianza diretta. Ne discende che
servirebbe una nuova circolare ministeriale, in sostituzione di
quella precedente, al fine di evitare qualsiasi equivoco,
restituendo la dovuta serenità ai cinquemila docenti in servizio
nella scuola statale di Basilicata. Quest’ultimi si sentono
caricati di troppe responsabilità che non gli competono e che
rischiano anche di distrarli da compiti più importanti (quelli
prettamente educativi, culturali e di vigilanza) da svolgere
durante i viaggi di istruzione, a beneficio dei loro alunni.
Giacomo Amati |