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Giacomo Amati

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GIACOMO AMATI
La Gazzetta del Mezzogiorno
6 Giugno 2011
Quale futuro per il Miglionico calcio?

Miglionico Calcio (formazione scesa in campo il 1° Maggio 2011 - foto Miglionicocalcio.it)MIGLIONICO. Quale futuro per il Miglionico calcio? A conclusione del campionato, che ha decretato la retrocessione dei miglionichesi dall’Eccellenza alla Promozione, in paese, da alcune settimane, circola la voce di un presunto avvicendamento che riguarderebbe il vertice societario. Che c’è di vero? Si tratta di una notizia attendibile o di qualcosa destituita di fondamento? Per saperne di più, abbiamo sentito, in merito, il parere del dirigente Michelangelo Piccinni. “Non so chi abbia messo in giro questa voce- dichiara il dirigente- ma posso assicurare che è completamente falsa: il presidente Mimmo Grande guida il nostro sodalizio da un paio d’anni e non ha manifestato alcuna intenzione di dimettersi”. Eppure, c’è chi garantisce che il sessantenne Emanuele Salerno, miglionichese doc, di professione assicuratore, ex arbitro di calcio, sarebbe intenzionato, qualora si creassero le condizioni, a mettere le mani sul sodalizio, per cambiarne la gestione. Ma cosa dice, a riguardo, il diretto interessato? “Insieme al sottoscritto- precisa Salerno, ex arbitro interregionale negli anni Ottanta- c’è una cordata di sportivi, costituita anche da ex calciatori e da operatori economici che è pronta ad impegnarsi nella gestione del club”. Al momento, Salerno preferisce non aggiungere altro, ma fa capire che il suo intento non va considerato un semplice fuoco di paglia. Che dire? Da parte sua, Piccinni osserva come l’ingresso nel sodalizio di una nuova linfa, capace di portare idee innovative e sostegno economico non potrebbe che essere di giovamento alla crescita del club. “Ben vengano nuovi soci disponibili a sostenere il nostro gruppo sotto il profilo finanziario, ma, conclude Piccinni- non c’è alcuna intenzione di avallare ribaltoni, privi di progettualità. La baracca non si regge con avventure ed ipotesi fumose. Se c’è qualcuno disposto a darci una mano si faccia avanti, sul serio, senza lanciare messaggi cifrati in modo informale”. Giacomo Amati