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Miglionico.
Periodo nero per il Miglionico che produce poco gioco,
crea poche palle gol e raccoglie pochi punti. Anche
nella sfida casalinga col Pescopagano, la squadra di
mister Michele Paterino non è andata oltre il risultato
di parità (0-0), a conclusione di una gara opaca,
interpretata in modo banale. I miglionichesi hanno
smarrito la bussola del gioco e dei risultati più
convincenti: danno segnali di fragilità, evidenziando
poche idee a centrocampo e scarsa incisività in attacco.
In particolare, nella partita contro il Pescopagano, che
doveva rappresentare la svolta, i miglionichesi hanno
esibito una manovra lenta, prevedibile ed una
preoccupante involuzione nello sviluppo del gioco, al
punto da creare una sola palla gol (al 35° con Deceglie)
nel corso del primo tempo. Purtroppo, neppure nella
ripresa, la squadra del presidente Mimmo Grande è
riuscita a cambiare il tema tattico della gara. E così,
il Miglionico vincente e celebrato, per tutto il girone
d’andata, tanto ammirato sia per la praticità e
l’efficacia del gioco sia per le prodezze dei singoli,
non c’è più. Quel Miglionico, all’improvviso, è
scomparso. Cosa sta succedendo? “E’ un periodo che ci va
tutto storto- osserva il portiere cassaforte, Michele
Capozzi- anche domenica autore di una parata miracolo,
su tiro a colpo sicuro di Gonnella (17° st.). Facciamo
fatica ad esprimerci al meglio delle nostre risorse
tecniche”. E’ palpabile l’involuzione della qualità del
gioco a centrocampo: cosa c’è che non funziona in tale
reparto? “Si vince e si perde in undici- sottolinea
Capozzi- Se ci sono dei demeriti, va chiamata in causa
la manovra di tutto il collettivo e non di un solo
reparto”. Si sono dissolte le ambizioni relative al
vertice della classifica? “Per adesso- conclude il bravo
portiere- stiamo in zona play-off e accontentiamoci di
questo traguardo”. (Giacomo Amati) |
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